Giovanni Giolitti, uomo politico di grande spessore e carisma, fu certamente uno dei protagonisti della scena politica italiana dei primi del "900".
Il contesto sociale dell'epoca non era certo dei più semplici da gestire,vi erano infatti forti contrasti tra la classe operaia, lasciata indietro culturalmente ed economicamente, e la classe borghese conservatrice, tropo attaccata ad un'organizzazione dello Stato che ne favoriva sotto molti aspetti il consolidamento e la dominanza (la casta).
A tutto questo si aggiungeva la presenza della Chiesa che ovviamente, per chiare e forti ragioni storiche, affondava le sue radici nel popolo e nel territorio, ma andava in netto contrasto con le ideologie ploretarie e comuniste che andavano diffondendosi in Europa e che in Italia trovarono terreno fertile nelle classi contadine e operaie.
Appare chiaro che in un contesto storico e sociale così complesso le idee riformiste di un grande statista come Giovanni Giolitti, avrebbero mancato di consenso nell'immediato rallentando fra l'altro il processo di sviluppo della debole economia nascente.
La grandezza politica ed intellettuale di Giovanni Giolitti fu proprio nello scegliere una linea di dialogo e conciliazione fra le parti che consentì una corretta se pur lenta integrazione delle diverse ideologie senza che l'una prevalesse sull'altra.
Preferire il dialogo allo scontro, la condivisione delle idee piuttosto che l'imposizione delle stesse, permise a Giolitti di segnare un percorso importante nell'evoluzione politica del nostro Paese.
Riconosco quindi a Giolitti una grande onestà intellettuale ma anche, se vogliamo, furbizia nell'utilizzare la strategia politica ponendosi da "Pacere" fra le parti in causa, e allo stesso tempo strappando consenso al popolo che ha rappresentato, allora come adesso, il cuore pulsante non solo dell'economia ma del sistema in tutta la sua complessità.
Volendo guardare alla nostra attuale condizione politica, forse i grandi personaggi di oggi potrebbero prendere ad esempio il carisma e le capacità intellettuali di Giovanni Giolitti.
Troppe volte infatti assistiamo di violento scontro ideologicotra i politici che ci rappresentano e questo non solo genera imbarazzo e confusione nel sentimento popolare, ma provoca una situazione di immobilismo tale da non permettere nessun passo in avanti alla Riforme che il Paese Italia attende oramai da troppo tempo.
Se si volesse fare un termine di paragone meramente materialista possiamo osservare che Giolitti non aveva la stessa visibilità e privilegi di cui gode la nostra casta; ciò che aveva ed ancora oggi fa parlare di lui è un grande senso di responsabilità civile e democratica che ha fatto prevalere gli interessi del popolo sull'ideologia personale; è forse proprio questo senso di responsabilità a mancare ai giorni nostri.
Chissà se magari con una dieta a base di tramezzini e spostamenti in bicicletta (come usava fare Giolitti) potrebbe fare miracoli nei confronti di chi oramai ha forse perso di vista il vero senso di fare politica.






























