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Genitori figli computer e media che fare?

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Un mio caro amico WEB, Luciano FUMAGALLI, mi scriveva chiedendo se ero a conoscenza di software libero, utilizzabile sotto Windows o sotto Ubuntu, dedicato al controllo della navigazione (internet) per i giovanissimi (parental control). Ne è nata una fitta corrispondenza, ma in particolare sono rimasto colpito da una e-mail, dell’amico Luciano, che mi ha fatto molto riflettere sulla questione ed…

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Italia un paese allo sbando

Category : Aggregatore Blog, Economia e Investimenti

L'Italia è un paese con il presente difficile ed il futuro a grosso rischio.

Se ci si ferma un momento, si spegne la TV o la radio e la si osserva in relazione al recente passato e agli altri paesi ti accorgerai che purtroppo senza un grosso cambiamento dalla scena attuale e di tendenza sarà impossibile risollevarsi.

Come sai sono obiettivo e non mi lascio andare al pessimismo, perciò quello che dico non è esagerato semmai è mitigato.

A conferma di ciò ti riporto quanto sostiene Eugenio Benetazzo nel suo ultimo articolo, nel quale come dire… non addolcisce la pillola:
 

DISTINTI SALUMI

Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l’Italia, non ci penserei un attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le operazioni finanziarie effettuate con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi bene quotato in una borsa valori. 

Fortunatamente, per voi che leggete, il valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all’arrivo di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.

Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda. 


Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all’opposizione, le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in grado di risolvere i problemi che quest’ultima ha procurato allo stesso paese. Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un’età media oltre i sessant’anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni: tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di aizzarsi per le solite beghe di partito. 


Non me la prendo più di tanto con Berlusconi, Fini, D’Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si dimostra un fedele specchio del paese.

Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia constatazione, tuttavia soffermiamoci a riflettere su come è strutturato questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti, assieme all’arredamento, a oltre trent’anni fa. 


Per non parlare delle logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono una con l’altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere il cliente: è la logica dell’orto di casa, quello che è mio non lo condivido con nessuno. 


Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l’imprimatur ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che “in teoria” vanta il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un “dream team” costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.

Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell’evasione fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? 


Le forze giovanili attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con professionalità inesistente, tutto questo grazie a scuole superiori e laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi vent’anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli incapaci. Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all’estero, vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a 20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l’incapacità di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di ammodernizzarsi dell’intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste (purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche  gli hanno insegnato. 

Tra vent’anni in Italia ci scontreremo con un’altra triste realtà, quella di non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle frontiere,  saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno.  Aumentano in continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l’impossibile per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti, proponendo addirittura  bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto. Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli autoctoni). Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di qualche attivista per l’integrazione razziale stiamo serenamente lasciando che questa diventi la casa di qualcun’altro. Per le conseguenze che ci aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole, fregandosesene del paese che la ospita.

Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel poco di buono che ancora rimane dell’Italia: tra quindici anni ci chiederemo come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in qualcosa, allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente, scomoda per l’attuale establishment industriale e politico, che abbia la capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le istituzioni statali dell’epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola.  Tuttavia fin tanto che da quasi vent’anni in Italia continuano ad alternarsi a livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi aD’Alema, da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.
    

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Gallarate incidente sulla A26: ferite due giovani

Category : Cronaca

GALLARATE – Solo un grande spavento e la macchina semi distrutta per due giovanissime residenti a Domodossola che, questa mattina, 10 gennaio, intorno alle 9, se la sono vista brutta sull'A26, l'autostrada che collega Gravellona Toce con Milano. (foto di repertorio)

La loro macchina, un Peugeot 206, ha perso improvvisamente aderenza andando a sbattere ripetutamente contro il guard rail all'altezza del curvone poco prima dell'uscita di Gallarate. L'urto è stato molto violento e nonostante l'auto fosse fuori controllo non sono rimaste coinvolte altre macchine.

GIOVANI SOTTO SHOCK

Entrambi gli occupanti sono rimasti illesi. Sul posto si sono precipitate ambulanza del 118 e auto medica che hanno prestato le prime cure alle due giovani ancora sotto shock ma in buone condizioni. Mentre a vigili del fuoco è toccato rimettere in sicurezza il tratto di strada interessato dai detriti sparsi un po' ovunque. La polizia stradale sta accertando le cause della perdita di controllo del mezzo verosimilmente imputabile alla velocità e all'asfalto bagnato.

 

 

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Giovanni Paolo II presto beato

Category : News, Religione

Papa Benedetto XVI ha firmato oggi il decreto che riconosce le «virtù eroiche» di papa Giovanni Paolo II, scomparso il 2 aprile del 2005. Per innalzarlo agli onori degli altari manca solo l'accertamento di un miracolo compiuto dal buon Pontefice.

Quello che verrà certamente preso in considerazione è quello avvenuto nei confronti di una suora francese guarita inspiegabilmente dal morbo di parkinson; ( ancora più strano il fatto che la stessa malattia sia poi venuta a lui ).

Ma al di là dei miracoli canonici e della sua figura ecclesiale, chi potrà mai dimenticare la figura carismatica di Giovanni Paolo II. Egli è stato prima di tutto il Papa dei Giovani e lo testimonia una grande ondata di freschezza portata dal suo pontificato proprio nella sfera giovanile. Folle oceaniche si sono radunate intorno a lui nelle tante visite pastorali. Ma Giovanni Paolo II è stato in grado di influire altrettanto pesantemente sulle sorti del mondo moderno, sapendo parlare al cuore dei potenti come a quello dei semplici.

Abbiamo visto la caduta del Muro e la disfatta del regime comunista con il conseguente avvicinamento di quella vecchia parte d'Europa troppo tempo rimasta a guardare stretta dalla morsa dell'ipocrisia.

Giovanni Paolo II, il Papa che ha traghettato la cristianità nel Giubileo e che ha saputo rimanere al suo posto anche schiacciato dal peso della malattia che lo affliggeva regalando sempre un sorriso con la massima dignità.

Giovanni Paolo II che si recò in Parlamento e si fece ascoltare da tutti : cattolici – laici – credenti e non. Li richiamò alla grande responsabilità ed anche quella volta lo fece con il sorriso.

Il sorriso di un uomo buono, un uomo e non solo un Papa; forse era questo che la gente voleva, forse la gente aveva proprio bisogno di questo.

Il papa che Santificò San Pio, il Papa a cui fu sparato un colpo di pistola in Piazza S. Pietro, che sfiorò tutti i principali organi vitali ma non ne toccò nessuno. Il Papa che venne in Sicilia, nella mia terra, a Messina nella mia città e mi passò davanti.

Giovanni Paolo II che nella valle dei Templi ad Agrigento gridò la sua rabbia in faccia ai Mafiosi annuciando che anche per loro sarebbe venuto "Il Giudizio di Dio"

Un uomo con queste caratteristiche, con questo carisma, se è vero che la Chiesa annovera fra i Santi coloro che si sono avvicinati di più alle virtù divine, non può che essere considerato Santo già da ora ed essere venerato come esempio di umanità universale sia per chi lo ha conosciuto ma anche per chi ne sentirà parlare in futuro.

 

 

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